In questi ultimi mesi le automobili a propulsione alternativa sono state oggetto di un crescente interesse sia da parte delle case costruttrici, sia da parte dei legislatori e, di conseguenza, anche da parte dei consumatori.
La maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali, infatti, ha provocato:

– un inasprimento delle normative che disciplinano le emissioni dei motori termici;
– la predisposizione di nuove normative per l’omologazione dei motori;
– nuove regole sempre più stringenti da parte dei Comuni per l’accesso ai centri storici.

Siamo di fatto entrati in una lunga fase di transizione che vedrà la progressiva scomparsa dei motori termici a favore di quelli elettrici. Difficile avere un’idea di quanto durerà questa fase ma quello che è certo è che non sarà lineare ma vedrà accelerazioni sempre più intense verso l’obbiettivo finale, a mano a mano che la tecnologia messa in campo dai produttori migliorerà nell’efficienza (leggasi durata delle batterie in termini di percorrenza) e che un numero in costante crescita di vetture vendute permetterà di ottenere quelle economie di scala che consentiranno di abbattere i costi di produzione e quindi il prezzo finale dell’automobile.

In questo momento il mercato offre due tipi di soluzioni:

1. le automobili elettriche;
2. le automobili ibride.

Le automobili elettriche

La prima categoria raggruppa quelle vetture alimentate esclusivamente con motori elettrici, vale a dire motori composti da batterie che vengono ricaricate esclusivamente secondo due modalità:

– tramite allacciamento alla corrente elettrica;
– durante la marcia, grazie al recupero dell’energia che viene dispersa durante le frenate e le decelerazioni.

All’interno di questa categoria definita genericamente BEV (Battery Electric Vehicle) possiamo identificare una particolare sottocategoria rappresentata dalle vetture Fuel Cell, celle a combustibile alimentate ad idrogeno, che garantiscono percorrenze più elevate.
Al momento le automobili elettriche pure (BEV e Fuel Cell) sono decisamente più costose, hanno un’autonomia piuttosto limitata e, almeno nel nostro Paese, si scontrano con l’assenza di una capillare rete di colonnine di ricarica.
In poche parole, è difficile pensare di fare lunghi viaggi con queste vetture mentre invece sono ottime per la circolazione urbana e, anzi, spesso usufruiscono di agevolazioni di vario genere da parte delle Regioni e dei Comuni nonché, in fase di acquisto, godono della possibilità di ottenere il cosiddetto Ecobonus previsto dalla Legge di Stabilità 2019.

Le automobili ibride

Diversa è la situazione per la seconda categoria, quella delle autovetture ibride. Si tratta in questo caso di automobili che al tradizionale motore termico abbinano anche un motore elettrico.
Il principio è quello di recuperare l’energia che si disperde in frenata ed in decelerazione, ricaricando le batterie del motore elettrico che fornirà supporto a quello termico quando questo consuma ed inquina di più, vale a dire in fase di accelerazione e di partenza.

In questo caso possiamo riconoscere ben tre sottocategorie:

MHEV Mild Hybrid Electric Vehicle – nelle quali le batterie sono di piccole dimensioni e quindi non hanno un’autonoma capacità di fornire trazione alle vettura, limitandosi al lavoro di supporto al motore termico visto in precedenza; essendo di piccole dimensioni non ci sono problematiche per la gestione dello spazio (spesso la batteria è posizionata sotto il sedile del guidatore) ed essendo leggera non appesantisce il veicolo.

HEV Hybrid Electric Vehicle (detto anche Full Hybrid) – nelle quali le batterie hanno anche un’autonoma capacità di fornire trazione e, quindi, permettono di muoversi esclusivamente in modalità elettrica anche se per pochi chilometri; le batterie sono di dimensioni più grosse ed impattano di più nella gestione dello spazio e nel peso della vettura ma, rispetto alle MHEV, permettono consumi ed emissioni inferiori.

PHEV Plug-in Hybrid Electric Vehicle – che si differenziano dalle precedenti HEV in quanto le batterie sono di dimensioni superiori e possono essere ricaricate non solo tramite il recupero dell’energia ceduta in fase di decelerazione e frenata ma anche tramite allacciamento alla rete elettrica. Grazie a queste batterie più potenti è possibile effettuare in modalità elettrica percorrenze superiori rispetto alle Full Hybrid arrivando anche a percorrenze di circa 50/60 km. Lo spazio del bagagliaio deve essere in parte ridimensionato per la presenza delle batterie. I tempi di ricarica variano a seconda del tipo di colonnina alla quale si effettua il collegamento: nella peggiore delle ipotesi occorre mezza giornata mentre con le colonnine di ricarica veloce si riesce a ricaricare fino all’80% in solo mezzora.

E’ importante sottolineare che, contrariamente all’opinione comune, sul mercato sono uscite anche motorizzazioni ibride con motore termico diesel, venendo incontro anche agli automobilisti che effettuano percorrenze chilometriche di un certo livello; si tratta però di MHEV Mild Hybrid Electric.

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